ho visto le piramidi e mi hanno tolto il fiato,perchè ero di passaggio e non me l'aspettavo
e tutto era sfilacciato fuori dal finestrino ai 110 all'ora.e si mescolava nei colori e nei rumori.
ma loro no.
le ho viste lì.ferme immobili come fossereo lì da migliaia di anni
e mi è venuto il batti cuore
perchè era ancora notte ma per loro era già mattino
e noi tutti eravamo così stanchi
stanchi senza meta.
a goderci quel tempo vuoto senza spazio.
a fare qualcosa.senza un senso.
ci siamo fermati al primo raggio emerso.
abbiamo aspettato l'alba e siamo tornati in dietro.
di nuovo immersi nella città a cui non è concesso dormire.
La ragazza scomparsa che c'è ma non si vede. -camaleontica abitudine di rendersi invisibile
sabato 15 maggio 2010
il cielo su varkala.
E io volevo te.e invece tu non ci sei mai.e certi giorni tutto questo mi fa impazzire, e tu non lo saprai mai come sono stata.e io non lo saprò mai come sei stato in questi giorni.e allora ancora una volta avrò perso dei pezzi di te,quelli che uno non racconta nemmeno,a cui non si da troppa importanza.ecco.io voglio anche quei pezzi di te. E non capisco perchè deve essere diverso. perchè io devo rinunciare a qualcosa,quando voglio tutto.senza dover scegliere in che periodo vederti e per quanto tempo.senza contare i soldi,senza pensare a un ritorno altrove. io voglio restare.voglio una parvenza di vita reale.voglio smettere di vivere nel mezzo di posti sparsi scelti a caso.e sono qui.sono lontana di nuovo e il tempo mi scivola via. e io mi ritrovo sempre lontana.ovunque mi trovi sono altrove, sempre a rimpiangerti,sempre a cercarti fra i ricordi di mesi in dietro.noi che pur di avere un presente reale saremmo disposti ad ingoiarlo intero.noi che diciamo di essere forti. perchè non possiamo essere i deboli?quelli a cui alla fine vengono concesse le cose perchè altrimenti ne morirebbero..
e poi perchè quel cielo mi rende così triste come niente altro?
Ho solo una foto con quel cielo.
tutto quel cielo che di solito è talmente pieno di sole che nemmeno più ci fai caso, quel cielo che proprio non ci sta tutto negli occhi nemmeno se ci provi, ti sforzi e ti accechi, quel cielo che all'alba e al tramonto si riempie di corvi, quel cielo grande grande che si tocca con l'oceano appena e non puoi non fermarti a guardare..ecco quel cielo che io amo tanto è tutto lì. perchè qualcuno ha provato ad incastrarlo in quello spazietto claustrofobico e inadatto. in quel pezzetto concessogli dal formato fotografico. in quell'azzurro digitale che fondamentalmente non gli appartiene. E' lì ma non è. Una campitura netta e quasi quasi inutile, ferma, decorativa ma assolutamente non viva. Luminosa ma privata del sole.
Quel cielo tanto bramato, sotto il quale ogni sera desidero di tornare, sotto il quale ho fatto talmente tante cose. Quel cielo che mi ha trasformata un pochino,un po più degli altri cieli per lo meno...Quel cielo che vorrei mio e che so non avrò mai, nemmeno in fotografia. Un ingombro più mentale che spaziale, assolutamente non vincolabile fra i sempre troppo pochi pixel di quello scatto fotografico. quel cielo che mi manca ogni giorno di più, e quella vita e quell'aria e quel bisogno che mio toglie il fiato ogni volta che mi volto e vedo quella foto, che stimola il ricordo e lo lascia riaffiorare ma non ne riempie il cuore, che scava piano e fa male alla punta dello stomaco, e che mi ricorda che ancora una volta sono altrove ,ma non a casa. Sotto un cielo sbagliato, a respirare un' aria sbagliata dai colori sbagliati nella lingua sbagliata.
Perchè vorrei solo tornare e restare e dire questa è casa mia. Gurda!!guarda fuori. questa è casa mia perchè c'è il mio cielo. Questa è casa mia perchè ci sei tu.
e poi perchè quel cielo mi rende così triste come niente altro?
Ho solo una foto con quel cielo.
tutto quel cielo che di solito è talmente pieno di sole che nemmeno più ci fai caso, quel cielo che proprio non ci sta tutto negli occhi nemmeno se ci provi, ti sforzi e ti accechi, quel cielo che all'alba e al tramonto si riempie di corvi, quel cielo grande grande che si tocca con l'oceano appena e non puoi non fermarti a guardare..ecco quel cielo che io amo tanto è tutto lì. perchè qualcuno ha provato ad incastrarlo in quello spazietto claustrofobico e inadatto. in quel pezzetto concessogli dal formato fotografico. in quell'azzurro digitale che fondamentalmente non gli appartiene. E' lì ma non è. Una campitura netta e quasi quasi inutile, ferma, decorativa ma assolutamente non viva. Luminosa ma privata del sole.
Quel cielo tanto bramato, sotto il quale ogni sera desidero di tornare, sotto il quale ho fatto talmente tante cose. Quel cielo che mi ha trasformata un pochino,un po più degli altri cieli per lo meno...Quel cielo che vorrei mio e che so non avrò mai, nemmeno in fotografia. Un ingombro più mentale che spaziale, assolutamente non vincolabile fra i sempre troppo pochi pixel di quello scatto fotografico. quel cielo che mi manca ogni giorno di più, e quella vita e quell'aria e quel bisogno che mio toglie il fiato ogni volta che mi volto e vedo quella foto, che stimola il ricordo e lo lascia riaffiorare ma non ne riempie il cuore, che scava piano e fa male alla punta dello stomaco, e che mi ricorda che ancora una volta sono altrove ,ma non a casa. Sotto un cielo sbagliato, a respirare un' aria sbagliata dai colori sbagliati nella lingua sbagliata.
Perchè vorrei solo tornare e restare e dire questa è casa mia. Gurda!!guarda fuori. questa è casa mia perchè c'è il mio cielo. Questa è casa mia perchè ci sei tu.
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