giovedì 29 gennaio 2009

















siamo gatti di strada e cadiamo sempre in piedi.nulla ci ferisce, troviamo sempre la scorciatoia giusta.siamo furbi.siamo forti e siamo tenaci.siamo guerrieri.nulla ci uccidera' mai, se non forse la curiosita'.abbiamo gli occhi pieni e lo stomaco vuoto.siamo i gatti dei vicoli stretti, siamo i gatti dei vicoli bui, siamo arrabiati, siamo pensierosi, siamo pericolosi, siamo noi.siamo quelli che non mangiano mai, siamo quelli del tomorrow doesn't exist.noi non ci guardiamo mai in dietro perche' siamo quelli che sanno di essere persi.siamo quelli che sanno che prima ci si abbandona ai guai e poi si cerca un modo per risolverli.siamo per la natura e non per la cultura.siamo quelli che amano i loro difetti, siamo quelli che amano i loro delitti.siamo quelli che amano.siamo quelli che sanno volare, anche quando soffrono, anche quando pensano, anche quando rimangono senz'ali.noi non abbiamo bisogno del vostro patto sociale, non abbiamo bisogno delle vostre parole.noi siamo il qui ed ora e siamo radiosi.guardaci siamo radiosi.noi non perderemo mai.

red

domenica 18 gennaio 2009

LOST and DELIRIOUS

Nutro in continuazione questo bisogno di stabilire dei limiti utili a contenere i concetti. ad esempio: una fetta di banana e una fetta di papaya, sono due cose solide, nel senso che se le mangi ingurgiti due pezzi di frutta che devi masticare e ingoiare. Se anziche' portarti sti due pezzi di frutta che tu avevi chiesto, ti viene portato un frullato fatto con i medesimi, la sostanza permane la stessa, soltanto cambia lo stato, da solido a liquido. Il punto e': se io sono un sadhu che ha fatto voto di non mangiare mai, ma bere soltanto, bevendo il frullato, spezzo il mio voto?? il fatto che io debba masticare, cambia davvero qualcosa? a sto punto che si frulli pure un piatto di pasta sto sadhu. no? Quando una cosa e' davvero liquida se poi in sostanza equivale ad una solida? Dove sta la differenza? come le distinguiamo? E' una questione di densita' del composto? se si', allora quale e' questo limite di densita'? Definiamolo.
Il sadhu potra' mangiarsi (o bersi che dir si voglia) uno yogurt? e un gelato? e un gelato sciolto?
E' davvero una questione importante, voglio dire, tutto questo non e' l'effetto postumo di sostanze stupefacenti..io dico mica si puo' camminare sull'acqua ( a meno che tu non sia un falso dio creato dall'ignoranza di una massa di imbecilli), perche' l'acqua e' TROPPO liquida. se fosse piu' densa saremmo forse tutti dei? o non lo sarebbe nessuno? se fosse miele? si puo' camminare sul miele? e sulla nutella?
Non e' importante sapere quando una cosa si trasforma in qualcos'altro? non e' importante sapere cio' che abbiamo fra le mani? e non vale solo per liquido/solido, le dicotomie ci perseguitano nella vita quotidiana fin dalla nascita, fin dal F/M che ci piazzano sul braccio nei primi istanti di vita.
non lo so perche' esista questo bisogno di etichette. io ho sempre odiato le cose ben definite. Io adoro le ambiguita' e le promiscuita', vorrei solo avere delle istruzioni per l'uso, un foglietto illustrativo, uno schema esplicativo, un codice d'entrata, un segreto per sopravvivere. the key.
Esiste?
Magari il sadhu lo sa.
Magari e' tutta contingenza, e' fuori dal nostro controllo. E' tutto bidimensionale e noi ci siamo persi nella torre di babele e siamo impossibilitati a spiegarci e a tramandarci la conoscenza, che continua a moltiplicarsi e replicarsi, a cambiare forma, a diventare complicata, a diventare speculativa, a perdersi fra sempre piu' parole, sempre piu' diverse. sempre piu' vuote,traslate,trasfigurate,tramandate,trasportate. nemmeno l'esperanto ci salvera' mai.
Noi siamo persi, e questa e' l'ora dello xanax.
Mille bolle blu blu mi sento dondolar.
chi non torna vince.

sabato 10 gennaio 2009

my favorite flavour

C'e' questa forma tonda pura a priori o palla bianca, sulla nostra testa, in linea con il nostro baricentro. E' gommosa satinata, fluttua e ci sfiora appena. Non parla mai, ma emette dei suoni, non tanto decifrabili.
io faccio sempre finta di non conoscere questi detti assurdi, tanto qualcuno ansioso di spiegartene uno a fondo lo trovi sempre.cosi' ieri mentre facevo finta di ascoltare origini etimologie e campi semantici e bla bla bla, ho pensato di assumere una nuova forma, magari un po' piu' tonda e magari un po' piu' scura rispetto al mio vanilla naturale.il sapore un po' fruttato, tipo quei cocktail da donna, rosso arancio o rosa.un cocktail da donna non sara' mai trasparente, come le gelatine al buffet dell'hilton.
fatto sta che ci sono questi cuori con la q, tutti colorati che te li mangeresti. sono ovunque, penso che sappiano volare.sono sicura che se iniziassi a mangiarli, diventerei immediatamente piu' bella.sono sicura. e poi loro sono cosi' innocenti, come le ostrichette.sono glitterati, brilluccicano, sono carini, sono fashon. non parlano mai, ma a volte emettono dei suoni, quasi mai decifrabili.

lost in translation


Il primo giorno e' la rappresentazione, e' lo show, e' la dimostrazione, e' un assaggio di come potra' essere. Se hai fatto una scelta, allora ti viene semplicemente mostrato cio' che essa comporta. Hai solo una notte per capire, ti sono concesse davvero poche ore, nelle quali e' preferibile evitare di dormire. vedi il futuro in una bolla, e' solo un frammento di specchio, e' la prima notte, lunica nella quale il mezzo sta esattamente nel centro. Il cerchio ha un lato solo, senza partenza e senza arrivo. Fermati e rifletti, la notte e' folle solo se le chiedi di esserlo, e lo sai, we are all lost in translation.



Mi infilo lo stramaledettissimo odore nero e rosso. la drumnbass non ha mai fatto cosi' male. la gonna e' abbastanza lunga ma ripara appena appena dal freddo. la domanda numero 1 mi assilla: DOVE SONO TUTTI?
dove sono?
il mio nome e' holly, sono un grosso buco nero, non aspetto mai nulla,e' la regola, la solita. e per uno strano motivo non mi sono mai sentita cosi' sola.
c'e' solo cris qui con me. ma tu dove sei? lei e' davvero irreale ora come ora.
dove sei?lo sai che non posso aspettari, lo sai che non ho tutto questo tempo che tu pensi che io abbia.
lo sai che la solitudine mi uccide e che fa freddo anche se sei una stella sola.
mi chiedi il numero sette. me lo chiedi sempre.
7 e' davvero un buon numero, 7 sono i figli del re.
chiedimi cio' che vuoi e io te lo daro' ora. prima di andare via, prima di tornare del tutto lucida. posso provare a piangere anche, solo se me lo chiedi adesso e non dopo, solo se prometti di non picchiarmi, solo se continui a farmi perdere, solo se ora torni e mi dici che vuoi dormire con me.
in questa notte non abbastanza alcolizzata, lucida, fuori dai sogni, l'ultima o la prima,e' questa la notte in cui tutte le vacche sono nere?
e con l'odore di quei capelli, cosi' buono buono da volerselo dimenticare il piu' velocemente possibile.
e se ora mi vedi triste e' solo perche' sei distante e perche' i nostri giorni sono sempre meno e perche' alle favole non ci crede piu' nessuno, nemmeno i fuochi d'artificio che di favole son fatti.