sabato 6 giugno 2009

l'oro degli stolti.

come si fa a capire quando la sensazione diventa sentimento reale? quando non è più frutto della tua psicosi ossessiva che astrae l'oggetto sino a trasformarne la trama più intima? come si fa a mantenersi nel centro e a vivere nell'adesso se la mente proprio non ce la fa e in continuazione si protrae verso un futuro che fondamentalmente ancora non esiste. che non è.
Come faccio a fermare il pendolo che segue sempre la solita prassi. Nel sua tautologia rassicurante. Oscilla da un estremo all'altro per pura legge fisica e non possiede volontà poiché non possiede meta che non sia nuovamente all'apice. Al limite.
come rilassarci nell'ombra della non mente se non ci si può fermare nemmeno per scorgere il centro. Noi che l'ombelico lo abbiamo perso per sempre.
Se l'idea prende il sopravvento e impregna tutto di quel brilluccichio zuccherino e non ti fa capire più nulla. Ti chiede di rincorrere le chimere più belle, nella falsa speranza di un domani fittizio. Cosa è la speranza se non la bugia più grande. il paradosso che poggia i piedi su una linearità che il tempo non ha mai avuto?
Come eludere la mente così scaltra e meschina? come eludere la mente quando è rimasto il nostro unico strumento. Noi che l'ombelico lo abbiamo perso per sempre.
E' allenata come un muscolo. Allenata a trarci in inganno. come eluderla se è con lei che primariamente ci identifichiamo?


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se la privazione perde la sua proprietà catartica per diventare sofferenza. Sofferenza che inevitabilmente alimenta il falso desiderio. quando la bramosia prende il sopravvento trasformando anche l'essere in oggetto.
Il possesso. La tendenza a fare del mondo il sé. Ingoiare e ingurgitare tutto per tenerlo stretto nell'io. Questo possesso che non appaga mai. Desiderio che non appena raggiunto e quasi soddisfatto diventa noia imbevuta di grigio, dedita a sbiadire anche il dio più bello.
E' questo. è l'oro degli stolti?

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