sabato 25 aprile 2009

together as one


"mi ricordo che c'erano quei giorni più speciali degli altri, quando tutto era un po' più silenzioso, come disabitato, come se questo caldo umido ci colasse addosso a mo' di cera liquida. e fermava tutto. pesante.
in quei giorni provavo a fare a meno dei pensieri, ma era difficile, e lo è tutt'ora. è che siamo esseri umani, e certi giorni non ci riesce proprio di stare soli.
oggi il tempo è passato lento, come fosse pigro, come al cenone di natale, come quando sei in eccesso di zuccheri. oggi erano tutti ubriachi.
eravamo spaesati? si andava veloce in moto. senza scarpe e senza parole e senza una meta effettiva. solo noi e il buio e l'aria in faccia da deglutire per respirare. più veloce. più veloce anche con il cliff che ci guarda. non abbiamo mai avuto paura. nemmeno da ubriachi. nemmeno quando non c'era niente da dire e passavi solo a prendermi. non c'è mai stato dolore.
24 ore erano sempre troppe. e immaginarci da soli faceva strano. e allora gli istanti ce li respiravamo più in fretta anche quelli, a pieni polmoni e li trangugiavamo interi. perchè del domani non c'è certezza e allora il patto era di non aspettarci. non ci siamo mai aspettati. mai. eppure eravamo tutto l'uno per l'altra, tutto ciò che desideravamo, nonostante il tempo e i giorni o gli anni, gli sguardi e le parole e le persone. il tempo era a forma di cerchio e non ci stavamo in centro. together as one.
guardavamo le stelle e aspettavamo il monsone. aspettavamo quelle piogge catartiche. aspettavamo una soluzione, che sapevamo non sarebbe mia arrivata, e forse siamo ancora lì. così veloci da sembrare immobili."

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